E' partita la Brigata 2010 di Sumud!
Il 22 luglio è partita da Fiumicino la componente italiana della Brigata 2010 di Sumud.
I volontari italiani sono arivati la mattina del 23 all'aeroporto di Beirut, dove hanno incontrato gli amici di Nashet, insieme ai quali hanno raggiunto Sidone, e sono quindi entrati nel Campo di Ein El-Hilweh, dove sono stati raggiunti il 24 dai volontari provenienti da Austria e Germania.
Potete seguire gli aggiornamenti dalla nostra Brigata sul Blog di Sumud.
Assemblea preparatoria per la Freedom Flotilla II
Roma, 31 luglio 2010
Una delegazione di Sumud parteciperà all'Assemblea nazionale delle organizzazioni italiane impegnate nel sostenere la lotta di liberazione del popolo palestinese che si terrà a Roma sabato 31 luglio con lo scopo di discutere ed organizzare la partecipazione italiana alla Freedom Flotilla II.
Quello che segue è l'appello degli organizzatori, l'Associazione dei Palestinesi in Italia.
Lettera aperta a tutte le organizzazioni italiane impegnate nel sostenere la lotta di liberazione del popolo palestinese
Con la European Campaign to end the siege on Gaza si sta lavorando per organizzare un nuova flottiglia, che subito dopo l'estate possa partire per rompere l'assedio di Gaza. Ad essa hanno anche aderito cittadini brasiliani e membri del Parlamento brasiliano.
Come già sapete, in vari paesi sono in corso di allestimento e preparazione navi e barche che anch'esse, convergeranno, seppure in periodo diversi, su Gaza.
Riteniamo che sarebbe estremamente significativo se nell'ambito della European Campaign vi fosse una o più navi che imbarcasse personalità ed attivisti italiani e portasse aiuti raccolti in Italia, attorno alla quale far convergere tutte le associazioni e le persone che in Italia si battono per la liberazione della Palestina.
A tale scopo sarebbe utile organizzare una riunione nazionale, che potrebbe tenersi intorno alla fine di luglio, per essere pronti a partire a settembre con le campagne di sensibilizzazione politica.
In tale riunione oltre a specificare gli obiettivi che si intendono perseguire si andrebbero a definire una nostra piattaforma politica e nostre modalità organizzative che ci possano accompagnare e sostenere nei prossimi mesi, prima della partenza e durante tutta la navigazione, al fine di rendere la nostra azione chiara e trasparente, in tutti i suoi aspetti.
La proposta è di trovarci a Roma il 31 luglio, alle ore 15, in via Galilei 53.
Prime adesioni:
- Associazione dei Palestinesi in Italia (API)
- Forum Palestina
- Un ponte per
- Associazione Zaatar Onlus
- Associazione Infopal
- Abspp Onlus
- ISM-Italia
- Sumud - Volontariato e Resistenza
- Campo Antimperialista
- Associazione Pari Opportunità e Sviluppo, Il Presidente Dott. Wesam Abdel Fattah
- Rete Milanese per il Boicottaggio di Israele, Francesco Giordano
- Su La Testa - L'Altra Lombardia, Giorgio Riboldi
- Joe Fallisi
- Monica Musri
- Giacomo Pacassoni, medico
Sumud ritorna a Ein el-Hilweh
Si passa alla seconda fase!
Nell’agosto dell’anno scorso una brigata organizzata da Sumud e composta da una ventina di ragazze e ragazzi europei si è recata nel campo profughi palestinese di Ein el-Hilwek, nel libano meridionale. Eravamo ospiti, invitati dall'associazione Nashet, formata da giovani palestìnesi e libanesi. Questo campo rappresenta un simbolo per tutto il popolo palestinese, in quanto è stato sempre sulla prima linea della lotta di liberazione, una roccaforte della resistenza contro Israele.
Non è stata un vacanza, eravamo una brigata di lavoro. In tre settimane abbiamo restaurato un piccolo e fatiscente edificio, posizionato proprio all’ingresso principale del campo, che è presidiato, proprio come un campo di concentramento, dalle forse di sicurezza libanesi. Tre settimane in cui, congiuntamente ai giovani palestinesi di Nashet, l’edificio è stato restaurato e dotato dei servizi essenziali, affinché possa diventare un centro sociale polifunzionale, un luogo di scambio, di memoria e di impegno civile, un punto d’incontro per tutti i giovani palestinesi del campo profughi: giovani senza passaporto, reietti, il cui sogno più grande è quello di potere tornare un giorno nella loro terra natia.
Prima di tornare a casa si è tenuta una piccola cerimonia di innaugurazione. Si festeggiava, in un clima di internazionalistica fratellanza, la conclusione della prima e più faticosa fase del progetto. C’era orgoglio nei volti di quei giovani. Coi pochi soldi raccolti in Europa da Sumud, e solo grazie al lavoro volontario e cooperativo della brigata congiunta di lavoro, era stato compiuto una sorta di miracolo.
Ora occorre passare alla seconda fase: dotare il centro delle attrezzature e degli strumenti perché possa finalmente cominciare a funzionare. Innanzitutto, dobbiamo arredarlo con tavoli, sedie, qualche computer, un server, una buona stampante. Ci servono anche un paio di videocamere, per potere iniziare a fare un sistematico lavoro di video-inchiesta sulla vita del campo profughi. Vogliamo che il nostro centro sociale diventi anche un modesto ma efficiente centro multimediale, dando alla gioventù palestinese del campo il modo per comunicare con un mondo esterno che si disinteressa al dramma dei profughi anche perché la voce di questi ultimi non riesce ad uscire. Una delle funzioni di questo cento giovanile dovrà essere proprio quella di collegarsi col mondo, di mostrargli la verità sulla condizione di milioni di profughi palestinesi e del perché essi hanno il sacrosanto diritto al ritorno in Palestina.
Proprio per avviare questa seconda fase una seconda brigata di lavoro si recherà a Ein el-Hilweh la prossima estate. Dobbiamo comporre questa seconda brigata di lavoro: per questo ci rivolgiamo ai giovani più sensibili e volenterosi, animati da un sincero sentimento di solidarietà con la Resistenza palestinese, perchè si aggreghino al nucleo che già si è costituito. Ma questa seconda missione sarebbe vana se non fossimo in grado, prima che parta, di raccogliere i fondi occorrenti all’acquisto degli strumenti e delle attrezzature necessarie.
Quanto prima forniremo un preventivo, la cifra minima indispensabile. Non vogliamo i soldi sporchi dei governi o delle agenzie “umanitarie” internazionali. Non vogliamo dipendere da donatori i quali potrebbero un giorno chiederci di diventare come una ONG, e dunque lasciarci a secco a causa della nostra alterità.
Sostieni Sumud per aiutare il popolo palestinese che resiste!
I compiti della Brigata di lavoro 2010 di Sumud
22 luglio - 6 agosto
- Ristrutturazione di mobili di seconda mano e/o costruzione di mobili nuovi (sotto la supervisione di artigiani locali)
- realizzazione di un docufilm sulla vita nel campo di Ein el-Hilweh e le attività della brigata (sotto la guida e l'insegnamento di un esperto locale)
- Creazione di una rete informatica e di una sala multimediale
1. Laboratorio cinematografico e documentario “Vogliamo vivere!”
Durante le due settimane, un gruppo di giovani Libanesi e Palestinesi avrà l'opportunità di imparare come realizzare dei corti di un minuto sulla vita quotidiana nel campo e nelle sue vicinanze, utilizzando le videocamere, i computer ed il software di editing video forniti. La natura mista del gruppo di destinatari sarà d'aiuto per rompere la ghettizzazione del campo, e per ingrandire gli orizzonti della gioventù del campo da un lato e dall'altro accrescere la consapevolezza fra la gioventù libanese di Sidone della vita nel campo che si trova alle porte della loro città.
Un laboratorio parallelo verrà tenuto per i volontari internazionali, il cui scopo sarà quello di produrre un documentario sul progetto di Sumud.
L'insegnante che dirigerà il progetto in loco è la ben nota regista ed attivista politica localeArab Lotfi, che ha già diretto diversi videodocumentari politici e culturali sulla Resistenza e la vita in Palestina, in Libano ed in altri paesi arabi, e che è nota soprattutto per il film "Una breve visita" ("A Short Visit", 1999), un documentario sulla vita quotidiana ad Ein El-Hilewh e nel centro giovanile di Naji Ali.
Caratteristiche dei laboratori cinematografici:
- la durata dei laboratori sarà di almeno una settimana;
- il numero di partecipanti sarà al massimo di 15 persone: se ci saranno più partecipanti, si terranno due laboratori distinti;
- il laboratorio avrà luogo nel Centro Sumud ad Ein El-Hilweh e nel centro dell'Associazione culturale e letteraria di Sidone, con partecipanti di entrambi i centri;
- per i giovani arabi, il laboratorio sarà tenuto in lingua araba, e si provvederà alla traduzione dall'arabo all'inglese per i partecipanti europei, mentre il laboratorio per i volontari europei verrà tenuto in inglese;
- nel giro di alcuni giorni, i partecipanti impareranno a sviluppare idee adatte per i corti, a condensare tali idee in brevi sequenze video, nonchè le tecniche di utilizzo delle videocamere;
- i corti verranno realizzati nel corso del periodo del laboratorio;
- l'ultimo giorno, i filmati di un minuto verranno proiettati nel centro di Ein El-Hilweh, nel corso dell'evento finale della Brigata 2010 di Sumud;
- il video documentario dei volontari internazionali includerà le riprese della cerimonia finale e verrà postprodotto e proiettato nel centro Sumud in seguito; verrà anche proiettato in Europa nel corso di incontri per la raccolta fondi.
2. Ammobiliamento ed equipaggiamento del Centro Sumud di Ein El-Hilweh
Questa parte del progetto è il proseguimento del progetto 2009 di Sumud, e consiste nel rifornire di mobili ed attrezzature l'edificio in cui si è stabilito il centro culturale Sumud al termine della missione della brigata dell'anno scorso.
I volontari internazionali e gli attivisti di Nashet (10-20 persone, che non prenderanno parte attiva al laboratorio cinematografico) avranno il compito di restaurare e sistemare i mobili di seconda mano raccolti od acquistati, con l'aiuto di professionisti locali che guideranno il progetto dal punto di vista tecnico e si faranno carico di definire:
- quali mobili sono necessari, quali devono essere costruiti da zero e quali possono essere restaurati o recuperati, nonchè dove dovranno essere collocati nel centro;
- quali lavori di falegnameria possono essere svolti in sicurezza dai volontari durante la loro permanenza, tenendo conto della loro presumibile mancanza di esperienza;
- il programma dei lavori, suddiviso in fasi.
Il lavoro pratico si svolgerà tutte le mattine (lasciando i pomeriggi liberi per le altre attività del programma), con l'eccezione di un paio di giorni che verranno interamente dedicati alle escursioni.
Vogliamo anche installare nel centro una rete informatica ed una sala multimediale: uno degli scopi di questo centro giovanile è infatti proprio quello di connettere il campo al mondo esterno, al quale occorre mostrare le sofferenze quotidiane di milioni di rifugiati palestinesi e spiegare perchè hanno il sacrosanto diritto di ritornare in Palestina.
Per installare la rete informatica, in aggiunta ad una buona workstation multimediale e polifunzionale (aquistata con i fondi raccolti in Europa), devono essere raccolti da privati od istituzioni almeno 3 o 4 computer usati che possano essere utilizzati come terminali.
In alternativa, si possono usare computer danneggiati e pezzi funzionanti, che verranno riassemblati e sistemati da alcuni volontari. A causa degli alti prezzi di trasporto, la raccolta e gliacquisti dovranno necessariamente essere svolti in Libano.
3. Programma sociale e politico
Oltre ai laboratori cinematografici ed al lavoro volontario nell'edificio del centro, la Brigata 20120 di Sumud prevede anche una parte sociale e politica.
I partecipanti conosceranno direttamente sul campo la realtà libanese e palestinese. Verranno visitati luoghi simbolici della lotta di Resistenza e verranno incontrati importanti rappresentanti dei partiti e delle organizzazioni politiche locali.
Escursioni in programma:
- Campo di Sabra e Shatila - E' il più grande campo di rifugiati palestinesi vicino a Beirut, ed è un luogo importante per la Resistenza Palestinese; il campo è tristemente noto per il massacro commessovi dopo l'invasione israeliana del Libano del 1982, quando circa 3 mila persone vi vennero uccise dalle milizie cristiane fasciste e dall'esercito israeliano. Il campo include anche il cimitero dei martiri palestinesi, l'unico cimitero inter-confessionale del mondo arabo, dove sono sepolti gli attivisti politici martirizzati, siano essi musulmani, cristiani od ebrei.
- Sidone, Tiro ed il Libano Meridionale - Verranno visitate le due città principali del Libano Meridionale, Sidone e Tiro. Oltre alla visità di tali città, verrà organizzata un'escursione nella zona di confine meridionale, per visitare il uoghi della vittoriosa guerra del 2006.
- Campo profughi di Nahr El-Bared, che è stato completamente distrutto dall'esercito libanese.
Durante la loro permanenza, i volontari internazionali incontreranno:
- i rappresentanti delle fazioni politiche del campo;
- i rappresentanti delle organizzazioni della Resistenza palestinese e libanese e della società civile del Libano meridionale;
- le autorità locali libanesi;
- i rappresentanti della stampa libanese, nel corso di una apposta conferenza stampa.
Servono ancora alcune migliaia di euro
La ristrutturazione dello stabile da adibire a spazio politico-culturale aperto alla gioventù di tutto il campo profughi è costata (oltre a quasi tre settimane di lavoro di una ventina di volontari, che hanno pagato di tasca propria tutte le spese di viaggio, vitto ed alloggio) quasi 10.000 euro, ed anche ammobiliare ed attrezzare lo stabile appena ristrutturato è costoso.
Sumud non e una ONG, non viene finanziata né dai governi né dall’Unione Europea, né dall’ONU. I soldi utilizzati per questo progetto vogliono essere puliti, non provenire dalle stesse istituzioni che finanziano o avallano le aggressioni al popolo palestinese.
Abbiamo già fatto molto, ma riusciremo a raggiungere la cifra necessaria per rendere operativo il centro solo se saremo in tanti.
Se siete interessati al nostro progetto di ristrutturazione edilizia per il recupero scolastico, potete dare un'occhiata al depliant che lo illustra brevemente.
Potete fare una donazione cliccando sul pulsante qui sotto; è possibile utilizzare un Conto Paypal, una Carta di Credito (anche prepagata) od un Bonifico online.
Se invece preferite utilizzare mezzi più tradizionali, puoi fare un bonifico sul nostro conto corrente.
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Sumud: volontariato e resistenza
presso: Banca Popolare Etica
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(attenzione: il codice IBAN è cambiato dal 1 novembre 2009)
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Per qualunque dubbio, domanda o richiesta di informazioni, non esitate a contattarci.
Non abbiamo da insegnare loro nulla
Pare che sul ricco e grasso Occidente si stia abbattendo una catastrofe economica destinata a cambiare il nostro modo di vita. Era ora! Poiché di questa "pacchia", almeno noi, non ne potevamo più.
Non la religione ma i soldi sono il più potente oppio dei popoli. Occorreva che il meccanismo infernale della prosperità materiale si inceppasse affinché la gente capisse in quale allucinante Matrix era imprigionata. Tuttavia non c'è da essere ottimisti.
Il timore di precipitare giù alimenta i sentimenti più maligni che allignano nell'essere umano.
Pur di non scivolare nei gradini più bassi della scala sociale i "cittadini",
ormai trasformati in sudditi-consumatori, si aggrapperanno a qualsiasi cosa.
Saranno i più deboli a soccombere, a fare le spese del caos, ovvero della guerra di tutti contro tutti.
Lo Stato di polizia non è solo la macchina diabolica che si erge fuori e contro le persone,
ma si insinua dentro ogni cittadino-suddito, che infatti si barrica nella sua desolante solitudine,
e invoca sicurezza! sicurezza!
In questa supplica torbida e razzista si annunciano tempi foschi, la fine dei miti di libertà e tolleranza su cui l'Occidente ha preteso fondare la sua superiorità. La Resistenza non spetta più quindi soltanto ai popoli depredati, aggrediti e dilaniati dalle guerre missionarie dell'imperialismo. La cancrena parte sempre dalla periferia per giungere ai centri nevralgici. Ora che il primo mondo va in pezzi, dobbiamo imparare la lezione di chi da sempre è stato condannato a resistere con ogni mezzo alla miseria tenendo viva la fiaccola della propria dignità.
Non è per fuggire dall'Occidente quindi che abbiamo fondato Sumud, ma per meglio lottare per un futuro di fratellanza e solidarietà. Non vogliamo più dissetarci con l'acqua salata, metterci in pace la coscienza partecipando alle solite liturgie. Di contro alla politica triste delle parole vogliamo sperimentare quella dei fatti positivi e degli esempi contagiosi. Prima di tutto vogliamo cambiare noi stessi, ché non si può cambiare il mondo se non si cambiando anche gli uomini che lo abitano.
Non andiamo quindi nei campi profughi palestinesi, non accogliamo il grido d'aiuto di Gaza, come "missionari". Non abbiamo da insegnare loro nulla, né tantomeno convincerli dei valori ipocriti in nome dei quali l'Occidente, Israele e i loro regimi-fantoccio arabi li hanno martirizzati e rinchiusi nei ghetti. Andiamo da loro perché ci hanno chiesto di aiutarli e resistere, e per restituire all'Occidente una parte di quella rabbia, di quella speranza di liberazione, di quella umanità che lì, nella Resistenza, è riuscita a sopravvivere.
Portare i propri corpi nell'inferno dove i dannati della terra sono stati gettati, condividerne la sete di giustizia, respirare assieme a loro l'aria di libertà che li ha tenuti vivi, questo è per noi il volontariato antimperialista. Questo è Sumud, l' appartenenza alla comunità internazionale degli ultimi, poiché solo quando essi saranno affrancati dalle loro catene l'umanità intera potrà dirsi libera.
