Insieme per accettare la sfida

Vi presentiamo l'appello scritto dal Presidente dell'associazione di giovani palestinesi Nashet in seguito al rifiuto da parte dell'ambasciata italiana in Libano del visto per partecipare al tour di incontri organizzato da Sumud in varie città italiane (per saperne di più).

Compagni e amici italiani,

Da molto tempo portiamo avanti un dialogo con i nostri amici di Sumud, in particolare sulla condizione dei profughi: siamo insieme arrivati alla conclusione che questi non hanno bisogno di aiuti umanitari quanto, cosa molto più importante, di giustizia; e non è possibile ottenerla senza creare una rete di simpatia e solidarietà, un'alleanza capace di empatizzare con la sofferenza dei profughi palestinesi ed essere solidale con la loro lunga lotta contro l'ingiustizia e l'oppressione.

Siamo giunti alla conclusione che il silenzio intorno alla loro sofferenza è la causa del perdurare di questa situazione inumana, e che l'azione per liberarsene non può essere intrapresa se non tramite la collaborazione, attraverso progetti concreti portati avanti coordinatamente tra Europei e Palestinesi.

Da qui viene l'idea del progetto a lungo termine, che consiste in due parti:

- la prima in cui i volontari europei ci aiutano a ristrutturare un edificio in uno dei campi profughi, il campo che abbiamo scelto è quello di 'Ein el-Hilweh nel sud del Libano;

- la seconda parte in cui i volontari forniscono sostegno pratico per dare continuità al progetto, che si declina in due aspetti: il primo è utilizzare il centro per fornire sostegno agli studenti che abbandonano la scuola, e il secondo è farne un luogo che possa accogliere i volontari in qualsiasi momento essi lo vogliano durante l'anno.

Per un tale progetto è necessario trovare il materiale occorrente, così gli amici di Sumud hanno invitato una delegazione di Nashet, allo scopo di promuovere il progetto in Italia: la delegazione che doveva partire era composta di due persone tra cui il presidente di Nashet. E' stata mandata una richiesta di visto all'ambasciata italiana in Libano, la quale, dopo quasi un mese, ha risposto respingendola, mettendo così a rischio la raccolta fondi e rischiando di compromettere il progetto.

Cari compagni e amici,

Il nostro progetto comune è un'idea nobile. L'ambasciata ha rifiutato di rilasciarci i visti, e uno degli scopi del nostro viaggio sarebbe stato quello di ottenere sostegno per il progetto: questo rifiuto si inscrive infatti nel generale isolamento in cui il nostro popolo è tenuto e lede i diritti dei suoi rappresentanti a cercare sostegno. Ci appelliamo dunque a voi per accettare la sfida, portando avanti comunque il progetto, dimostrando che la nostra volontà è più forte delle loro prepotenze.

Zafer Khateeb
(Associazione Nashet)