Intervento di Sumud al Forum internazionale delle Resistenze e degli Antimperialisti

Questo è il testo dell'intervento della delegazione di Sumud al Forum delle Resistenze e degli Antimperialisti per la solidarietà tra i popoli e le alternative, tenutosi a Beirut dal 16 al 18 gennaio 2009.

Cari compagni, cari amici,
sono qui a nome di un'associazione di volontariato antimperialista che abbiamo recentemente costituto col nome di Sumud.
Cercherò nel breve tempo a disposizione di spiegarvi le motivazioni e gli scopi della nostra proposta.

Io vengo dall'Italia.
Un tempo eravamo il paese col più forte partito comunista dell'Occidente, ed erano dunque diffusi i sentimenti di solidarietà ed amicizia con i popoli in lotta contro l'imperialismo e per l'autodeterminazione. Inoltre la Chiesa Cattolica, che ha nel nostro paese il suo centro ed il campo di azione primario del suo ruolo sociale, nonostante la sua natura conservatrice ha oggettivamente svolto a lungo un ruolo di barriera, se non altro culturale, all'americanismo e al sionismo.

Ora la situazione è completamente diversa.
Il Partito Comunista non esiste praticamente più, la Chiesa Cattolica, nonostante i suoi vacui proclami, è di fatto sodale dell'imperialismo statunitense-sionista, e l'intera classe dominante attuale, di centrodestra come di centrosinistra, oltre ad essere sostanzialmente asservita agli interessi statunitensi a causa dei rapporti economici che legano l'Italia agli USA rendendola un paese sub-imperialista, è anche promotrice di una cultura americanista, individualista e consumista.

Questa cultura, o sedicente tale, negli ultimi decenni è penetrata profondamente in larga parte della popolazione, soprattutto in noi giovani, principali vittime di un'industria commerciale e culturale elefantiaca che ha bisogno, per il suo funzionamento, di una totale mercificazione dell'esistente che non può che implicare una mentalità egoistica ed edonistica.
Questo sistema, quello del liberismo sfrenato, è lo stesso che si fonda anche sullo sfruttamento del cosiddetto terzo mondo e quindi sull'imperialismo.

A questo sistema è però impossibile, per la sua fondamentale incompatibilità con la natura umana, raggiungere una vittoria totale: molti dei nostri giovani, oltre a vivere questa situazione con autentico disagio e sofferenza, si rendono conto delle quotidiane ingiustizie che subisce la maggioranza della popolazione mondiale.
Tuttavia, essi raramente si rivolgono ai tradizionali partiti e movimenti politici (l'eccezione fu il grande movimento contro la guerra in Iraq che si ebbe nei primi anni duemila, e che rapidamente si dissolse poiché mancava di un'autentica proposta alternativa), perché influenzati anch'essi dalla terribile ideologia della "morte delle ideologie" che liquida a priori qualsiasi visione etica del mondo, e per la sfiducia che i partiti politici storici hanno dimostrato oggettivamente di meritare.

Capita dunque che il loro desiderio sincero di contribuire attivamente alla costruzione di un "mondo migliore possibile" venga incanalato (e quindi neutralizzato) da quella che altro non è se non una delle facce del sistema imperialistico stesso, ovvero le cosiddette ONG: queste, appannaggio della sinistra borghese e della Chiesa Cattolica, se possono svolgere opere meritorie in determinate situazioni, contribuiscono a promuovere la visione per cui le catastrofi, le guerre, la povertà, sarebbero causate da imponderabili circostanze accidentali i cui effetti si possono tamponare di volta in volta, e quindi che, implicitamente, il sistema che governa il mondo sarebbe sostanzialmente giusto, o quantomeno immodificabile nella sua struttura portante.

Da qui nasce l'idea di Sumud: portando alcuni di questi giovani in missioni di volontariato a fianco dei popoli resistenti, creando tra di loro legami concreti di fratellanza e solidarietà, speriamo non solo di offrire ad esempio un'alternativa concreta allo stile di vita imperante in Italia e in occidente, ma soprattutto di fare in modo che essi si rendano conto coi loro occhi che le ingiustizie nel mondo non sono casuali, bensì sono conseguenza necessaria della globalizzazione capitalista e imperialistica; e che la costruzione di un'alternativa comporta la solidarietà reale con le forze che attivamente combattono questo sistema, ovvero le resistenze popolari.

Con i compagni palestinesi e libanesi dell'organizzazione giovanile Nashet, stiamo organizzando delle brigate di lavoro di ragazzi che si recheranno nel campo profughi di Ein el-Hilweh, collaborando su progetti concreti (in questo caso la ristrutturazione di un edificio destinato a un progetto di recupero scolastico) con i giovani palestinesi del posto, nella speranza di fornire loro un aiuto materiale e una reale testimonianza di solidarietà e di amicizia.

Speriamo che la nostra proposta venga accolta favorevolmente e di trovare, tra i partecipanti a questo forum, qualcuno che voglia collaborare con noi su progetti analoghi.