Sabato 10 aprile 2010 le forze di sicurezza afghane, appoggiate da militari del contingente ISAF-NATO, hanno fatto irruzione nell'ospedale di Emergency a Lashkargah, nel sud dell'Afghanistan. Hanno prelevato 9 persone, 6 dipendenti afghani dell'associazione e 3 italiani: l'infermiere capo Matteo Dell'Aira, Marco Garatti coordinatore medico del progetto in Afghanistan e Matteo Pagani, tecnico della logistica. L'accusa per i 9 è quella di avere avuto contatti con la leadership talebana (da cui avrebbero ricevuto 500.000 dollari) e aver partecipato ad un complotto per uccidere Gulab Mangal, governatore della provincia di Helmand.
Accuse ridicole, e sicuramente inventate per mettere a tacere chi, da esterno, in quei luoghi ci vive, opera e vede!
Gino Strada, portavoce di Emergency, nelle sue dichiarazioni a caldo ha subito messo il dito nella piaga: la ONG, in quella regione, è una realtà scomodissima, perché è testimone fastidioso di quello che fanno le forze di occupazione ed il governo ai danni della popolazione. Che fanno e che continueranno a fare, dato che USA e NATO intendono portare un attacco generalizzato nei prossimi mesi nella regione di Helmand, dove sono già in corso, da svariate settimane, operazioni militari che, come sempre, mietono il maggior numero di vittime tra donne e bambini.
Emergency è colpevole di aver sempre denunciato i crimini di guerra perpetrati in questa zona e non solo; è colpevole di aver fatto sapere che è stato persino impedito ai civili feriti di raggiungere l'ospedale per ricevere le cure necessarie!
La Farnesina di Frattini si è limitata a seguire la vicenda, avendo però premura di sottolineanre che la struttura umanitaria in cui lavorano i 3 medici non è finanziata dalla cooperazione italiana (dimenticando quindi di aver riconosciuto il progetto di Emergency in Afghanistan, nonchè il fatto che Emergency è il primo destinatario del 5 per mille grazie alle preferenze espresse dai contribuenti); inoltre si è affrettata a rimarcare la linea dura contro qualsiasi attività di sostegno al “terrorismo” (epiteto comunemente usato da lorsignori per demonizzare la legittima Resistenza dei popoli contro l'occupazione imperialista) e il proprio sostegno incondizionato ai militari italiani impegnati nella missione di pace (quale pace?) in Afghanistan. In poche parole cercano di lavarsene le mani, se non di dare ad intendere che approvano l'operazione!
Come associazione di Volontariato e Resistenza, non possiamo che vergognarci delle dichiarazioni di Frattini, che ha tanto a cuore i militari e se ne frega dei medici! Ad Emergency ed ai 9 arrestati va tutta la nostra solidarietà!!! Giù le mani da Emergency!
Il Consiglio Direttivo di Sumud invita tutti i suoi soci, amici e simpatizzanti a firmare l'appello Io sto con Emergency e a partecipare alla manifestazione nazionale di solidarietà e protesta indetta da Emergency per Sabato 17 alle 14.30 in Piazza di Porta San Giovanni a Roma
Se volete, potete scaricare il volantino che distribuiremo durante la manifestazione.
