Fin dalla sua nascita Sumud intrattiene rapporti di collaborazione con
l’associazione Nashet, composta da giovani palestinesi del Campo di Ein el-Hilweh.
È nelle discussioni con questi fratelli che è nata
l’idea di una collaborazione fattiva, di uno scambio di
esperinze e di idee.
Pubblichiamo qui un documento attraverso
cui Nashet spiega i suoi scopi e le sue finalità.
Palestinesi sul confine
Il progetto "Palestinesi sul confine" si basa sul fatto che i palestinesi nel campo di Ein el-Hilweh vivono, rispetto alla stessa città di Sidone in cui il campo è incastonato, in uno stato di isolamento del tutto innaturale. Non solo per i chek-point dell’esercito agli ingressi del campo; ci sono altri fattori. Prima di tutto le guerre che hanno devastato il Libano. Una cattiva propaganda tende a presentare i palestinesi come i principali responsabili di quelle guerre, come "guerre degli stranieri in terra libanese". Questa propaganda ha dunque causato l’ostilità verso i profughi palestinesi, percepiti come un fattore determinante dell’instabilità politica libanese e accentuato il loro isolamento. Col passare degli anni questa situazione si è incancrenita.
Da qui l’idea di "Palestinesi sul confine", iniziativa rivolta anzitutto alla gioventù palestinese. Questa si muove su due binari:
- Il binario interno, rivolto alla comunità palestinese. Esso consiste nel superare la mentalità di diffidenza verso l’esterno che la vita nel ghetto ha creato. Ciò richiede promuovere la disponibilità ad aprirsi verso l’altro, a instillare una cultura di impegno civile attivo tesa a costruire dei ponti di fiducia verso le comunità libanesi circostanti.
- Il secondo binario è quello di creare iniziative di scambio verso le altre comunità, non solo libanesi, ma anche arabe, europee, di tutto il mondo, senza dimenticare gli altri palestinesi ovunque essi si trovino.
L’obiettivo di "Palestinesi sul confine"è incanalare positivamente l’energia dei palestinesi per metterla al servizio della società. Questo non può essere fatto senza abbattere il muro dell’isolamento, senza creare occasioni d’ottimismo. L’importanza di questo progetto, non è solo che incrocia altre iniziative che vanno nella stessa direzione, ma che nasce dentro gli stessi campi palestinesi.
L’OBIETTIVO FINALE è costruire un fattivo movimento giovanile palestinese, che partecipi alla più generale lotta di liberazione del popolo palestinese.
Gli OBIETTIVI A BREVE TERMINE sono:
- Portare avanti la cooperazione con le comunità circostanti per il beneficio della società palestinese.
- Partire dalle condizioni della gioventù palestinese per rivolgersi ai giovani di tutto il mondo.
- Creare una discussione sull’importanza del Progetto, abbattere il muro dell’isolamento allo scopo di comunicare e promuovere la coscienza dell’ideale palestinese.
- Sollevare la questione dell’isolamento per mostrare la drammaticità della vicenda palestinese.
- Far si che questo progetto contribuisca a innescare una dinamica giovanile che si apra una breccia nella coscienza della comunità palestinese.
- Consolidare l’apertura mentale nella società palestinese.
- Costruire ponti di amore e fiducia con le altre comunità.
- Spiegare la sofferenza dei palestinesi all’opinione pubblica.
- Cooperazione per ottenere la coesione della comunità palestinese.
- Creare tra i giovani un clima di ottimismo riguardo al futuro della lotta palestinese.
- Cooperazione per superare la contrapposizione tra i gruppi palestinesi.
Le ATTIVITÀ in programma sono:
- Corsi sulla comunicazione e la sua importanza.
- Bollettini periodici che diano voce alla gioventù palestinese all’interno del campo.
- Pubblicare “Bustrat” che denunci la situazione della gioventù palestinese.
- Fondazione un atelier per incoraggiare l’arte palestinese e la sua diffusione nel mondo.
- Permettere la reciproca conoscenza tra i giovani palestinesi del campo e quelli della regione e del mondo.
- Stabilire un dialogo permanente tra i giovani palestinesi e la gioventù della regione e del resto del mondo.
- Avviare importanti attività di comunicazione on-line attraverso internet.
- Far si che i giovani palestinesi abbiano maggiori opportunità nel campo dello sviluppo sociale, culturale e scientifico.
- Organizzare forum, conferenze e incontri tra i giovani del campo e quelli di altri paesi.
- Organizzare campi di lavoro per volontari che riuniscano giovani provenienti da diversi paesi.
I RISULTATI PREVISTI sono:
- Rafforzare i legami tra i giovani palestinesi del campo di Ei nel-Hilweh con quelli della città di Sidone e della provincia.
- Consolidare i legami tra i i giovani palestinesi del campo e quelli degli altri continenti.
- Contribuire alla creazione di una coscienza globale riguardo alla sofferenza dei palestinesi.
- Promuovere e sviluppare meccanismo di solidarietà con il popolo palestinese.
- Creazione di un gruppo di pressione che lavori per i diritti nazionali dei palestinesi collegando la gioventù palestinese con l’opinione pubblica mondiale.
- Formare una rete di solidarietà degli amici del popolo palestinese dei campi profughi.
- Costruire una associazione tra i giovani palestinesi e quelli arabi, europei e degli altri continenti.
- Dare alla gioventù mondiale un’immagine veritiera dei giovani palestinesi per contribuire a rovesciare quella fornita dalla cattiva propaganda.
- Creare spazi di lavoro che offrano prospettive di sviluppo della lotta palestinese.
Infine le NECESSITÀ per attuare queste proposte sono:
- Prendere in affatto un locale che serva come centro per portare avanti e organizzare queste attività.
- Fornire questo Centro di materiali adeguati: sedie, tavoli, telefoni, computer, ecc.
- Allestire un sito web dal titolo "Palestinesi sul confine".
- Assicurare tutti gli organismi che vogliono associarsi per realizzare questo progetto che il nostro impegno sarà serio e a lungo termine.
