La nostra brigata a Ein el-Hilweh
Resoconto dal campo di lavoro a Ein el-Hilweh
Nella sera di lunedì 17 agosto è partita da Fiumicino la Brigata di Lavoro 2009 di Sumud.
I soci italiani sono stati raggiunti nello scalo notturno a Budapest ed all'arrivo a Beirut da alcuni altri membri provenienti da Austria, Germania e Regno Unito,
e nella giornata di martedì 18 si sono recati tutti insieme a Sidone per incontrare i compagni dell'associazione libano-palestinese Nashet.
Nella mattinata di mercoledì 19 la Brigata è entrata nel Campo Profughi Palestinese di Ein el-Hilweh.
La brigata è rientrata in Europa venerdì 4 settembre.
Il nostro progetto ha suscitato l'interesse dei media libanesi, e la nostra Brigata è stata intervistata da vari giornali, fra cui
Al-Akhbar,
(traduzione),
Daily Star,
Addiyar e
Al-Binaa
e dalla televisione Al-Manar.
Se volete, potete scaricare il
Resoconto completo in formato .pdf.
Quello che segue è il primo Resoconto dal campo che ci è stato mandato dalla nostra Brigata dopo 4 giorni dalla partenza.
Sabato 22 agosto 2009, ore 1:00, Campo profughi di 'Ein el-Hilweh
La nostra brigata di lavoro si trova ora in Libano da quattro giorni e nel campo da due.
Al nostro arrivo l'esercito libanese ci ha inaspettatamente rifiutato il visto per entrare nel campo:
l'iniziale rifiuto è stato motivato con l'inusualità di un gruppo tanto numeroso che chiedesse d'entrare,
ma supponiamo che abbiano avuto un ruolo non irrilevante anche le motivazioni politiche.
Mentre eravamo fuori dal campo, con l'aiuto dei nostri amici di Nashet siamo riusciti ad organizzare due incontri con partiti politici libanesi.
Il primo è stato con i dirigenti del Partito Democratico Popolare, un partito d'impostazione marxista-leninista
con posizioni nettamente antimperialiste che ovviamente considera fondamentale la resistenza palestinese
e ha un rapporto di collaborazione con la resistenza nazionale libanese.
Gli abbiamo presentato il nostro progetto, ed hanno proposto di mandare una delegazione di loro compagni nel campo profughi per un giorno
a partecipare ai lavori di ristrutturazione.
Il secondo incontro è stato con Osama Saad, leader del Partito Popolare Nasserista ed ex-parlamentare,
con cui anche si è parlato dell'importanza della resistenza palestinese e del sostegno internazionale in suo favore.
Anche a loro abbiamo esposto il nostro progetto comune con Nashet e la natura di Sumud come associazione basata
sulla sola buona volontà dei partecipanti e che si distingue perciò dalle classiche ONG che prendono soldi (e direttive)
dalle istituzioni occidentali, riscuotendo la loro approvazione.
Il secondo giorno l'esercito libanese ci ha dato finalmente il permesso di entrare nel campo profughi.
Abbiamo visitato l'edificio che ristruttureremo: insieme a Nashet abbiamo appurato le condizioni in cui si trovava
(alcuni interventi, come la riparazione del tetto e di alcuni muri, erano già stati fatti da loro grazie ai fondi che avevamo inviato in anticipo)
e abbiamo iniziato a preparare ed organizzare il lavoro da fare.
In seguito la brigata ha iniziato il suo lavoro insieme ai volontari di Nashet.
Finora (quarto giorno), grazie anche alle competenze di alcuni di noi, abbiamo preparato i muri, le porte e le finestre per ridipingerli
e siamo a buon punto nel rinnovamento dell'impianto elettrico.
Tutti i volontari (italiani, austriaci, tedeschi, inglesi e palestinesi) hanno collaborato ai lavori in un clima allegro e molto motivato.
Nel tempo libero siamo stati insieme, chiacchierando di vari argomenti, raccontandoci le nostre esperienze
e provando ad imparare un po' ognuno la lingua dell'altro.
Inoltre abbiamo partecipato ad alcune attività culturali e politiche:
- il terzo giorno un rappresentante della Youth Advocacy Process, una ONG che si occupa a livello legale ed informativo
dei diritti dei profughi palestinesi in Libano, ha coordinato una tavola rotonda sull'argomento;
- il quarto giorno abbiamo visitato le tombe dei martiri della resistenza all'interno del campo,
e partecipato a un dibattito sulla storia della questione palestinese dalla Nakba ad oggi, coordinato da Zafer al-Khateeb, presidente di Nashet.
Sono in programma il proseguimento dei lavori, concordemente con le possibilità anche economiche delle due associazioni di volontari coinvolte,
e ulteriori attività culturali e politiche che possano incoraggiare una maggior conoscenza reciproca tra i volontari
oltre a una maggior consapevolezza politica (sperabilmente riusciremo a visitare la frontiera sud del Libano
per vedere coi nostri occhi gli effetti dell'ultima aggressione israeliana).
Quello che segue è il secondo Resoconto dal campo che ci è stato mandato dalla nostra Brigata dopo 10 giorni dalla partenza.
Sabato 29 agosto 2009, ore 3:00, Campo profughi di 'Ein el-Hilweh
Siamo nel Campo di 'Ein el-Hilweh ormai da dieci giorni.
Stiamo tutti bene, ma siamo anche davvero stanchi.
Ogni giorno lavoriamo alla ristrutturazione nel corso della mattinata, alcuni giorni anche nel pomeriggio, e solitamente svolgiamo altre attività nel tardo pomeriggio e la sera.
Ma ovviamente sentiamo anche il bisogno di trascorrere del tempo insieme e chiacchierare, e solitamente siamo liberi di farlo solamente dopo cena:
perciò finiamo per andare a dormire molto tardi, e dormire solo per poche ore.
Finalmente abbiamo una connessione internet all'interno dell'edificio (risiediamo nello stesso edificio che stiamo restaurando,
ma l'elettricità (“karaba” in arabo, una parola che abbiamo imparato subito tutti) tende ad andare e venire improvvisamente, ed abbiamo un solo computer portatile.
I lavori di ristrutturazione stanno procedendo, anche se siamo un po' in ritardo sul programma: abbiamo finito di dipingere la maggior parte delle stanze,
l'impiano elettrico è completato, e l'impianto idraulico dei servizi igienici è quasi terminato. Abbiamo anche finito di ridipingere le porte e le finestre.
Abbiamo anche risistemato i muretti all'ingresso, ma resta da completare gran parte del lavoro all'esterno.
Un professionista verrà a costruire una tettoia sul cortile principale e a farci un pavimento di cemento.
Dopodichè cominceremo a lavorare ai muri esterni.
Ci manca un po' di coordinazione, ma tutto sommato ci pare di cavarcela bene.
Attività culturali: abbiamo avuto un incontro con due rappresentanti del Comitato Popolare, che è l'istituzione amministrativa del Campo.
Ci hanno spiegato come funziona il Comitato e quali sono le sue funzioni.
Il Comitato non viene eletto, ma è composto da rappresentanti nominati dai partiti dell'OLP, per cui non è universalmente riconosciuto come legittimo
(le fazioni cosiddette filo-siriane riconoscono un loro proprio comitato).
Abbiamo anche visitato l'ospedale di al-Nidaa, a cui sta venendo aggiunta una nuova ala, e sulla strada per andare e tornare dall'ospedale abbiamo visto
un po' più del Campo, le strade, igli stretti vicoli, ed il mercato principale, che è incredibilmente vivace ed affollato.
Venerdì abbiamo partecipato alla commemorazione per Abu Ali Mustafa, il precedente segretario generale dell'FPLP, assassinato dai sionisti nel 2001.
Attività in programma:domani incontreremo i rappresentanti dei gruppi principali del Campo (Al-Fatah, Hamas, Salafiti).
Domenica faremo un viaggio nel sud del Libano per visitare alcuni luoghi significativi dell'attacco israeliano del 2006.
Inoltre abbiamo già chiesto il permesso di entrare nel campo profughi di Nahr el Bared (nei pressi di Tripoli), che è stato distrutto dall'esercito libanese 2 anni fa.
Quello che segue è il terzo Resoconto dal campo che è stato scritto dalla Brigata l'ultima sera della loro permanenza nel campo.
Sfortunatamente non è stato loro possibile inviarcelo prima del loro ritorno a causa della mancanza di tempo e dei già citati problemi con l'elettricità.
Giovedì 3 settembre 2009, ore 11:00, Campo profughi di 'Ein el-Hilweh
Questa è la nostra ultima sera qui, ci sono rimaste solamente due ore da trascorrere nel campo, dopodiché dovremo partire per l'aeroporto di Beirut
per prendere l'aereo che ci porterà a Budapest e di lì di nuovo in Italia, Austria, Germania e Inghilterra.
L'inaugurazione dell'edificio è appena finita, abbiamo trascorso l'intera giornata organizzandola e pensiamo che sia andata veramente bene,
abbiamo avuto una presentazione di immagini, musica, danze Dabka ed un buffet “italiano” (che è stato cucinato da tre dei nostri volontari).
Alla piccola festa hanno partecipato personalità del Campo ed alcuni giornalisti.
Cosa è successo negli ultimi giorni: la ristrutturazione è stata completata, manca ancora qualche ritocco ma possiamo dire che è completa al 95%.
Abbiamo riparato e dipinto i muri esterni di colore crema, abbiamo costruito il porticato sul cortile principale, riparato e dipinto di rosso le porte,
e sistemato un'insegna sulla facciata dell'edificio che dice: “Sumud Youth Center” ("Centro Giovanile Sumud") e riporta i nomi delle due associazioni (Nashet e Sumud)
e risalta molto bene sui muri rinnovati.
Mentre lavoravamo, abbiamo notato un crescente interesse per le nostre attività, con alcuni politici di area PFLP ed anche alcuni vicini che venivano a vedere come
stava andando la ristrutturazione.
Le nostre altre attività: abbiamo avuto incontri con rappresentanti di gran parte dei gruppi politici del campo:
uno in particolare con l'FPLP, proprietario dell'edificio che abbiamo ristrutturato, in cui li abbiamo ringraziati
per l'ospitalità e per averci dato la possibilità di implementare il nostro progetto;
poi con i rappresentanti di Fatah, Hamas, della Jihad Islamica e con il coordinatore dei partiti Islamici.
Abbiamo anche fatto una gita di un giorno nel sud del Libano, dove abbiamo visitato la prigione di el-Khian, costruita nel 1988 dagli occupanti israeliani,
riconquistata dalla Resistenza nel 2000 e trasformata in un museo, e poi bombardata dagli aerei israeliani nel 2006
per nascondere le prove dei loro crimini, ci hanno detto, ed in effetti abbiamo visto le celle dove venivano tenuti i prigionieri in condizioni disumane, e
gli strumenti di tortura usati dagli israeliani.
Abbiamo anche visitato le rovine del castello crociato di Beaufort, utilizzato dai soldati israeliani durante l'occupazione
e teatro di importanti scontri fra gli occupanti e la Resistenza (in particolare quella Palestinese).
L'ultimo giorno abbiamo avuto un breve incontro informale con un rappresentante del Comune di Sidone.
Sfortunatamente invece, nonostante i nostri tentativi ripetuti non siamo riusciti ad ottenere il permesso di entrare nel campo profughi di Nahr el Bared.
Galleria fotografica della Brigata 2009
Alcune delle immagini inviateci dalla Brigata al lavoro nel Campo di Ein el-Hilweh. Ne aggiungeremo altre nei prossimi giorni.
La nostra brigata nella foto ricordo seguita all'incontro con Osama Saad.
L'alba sul campo profughi la mattina del nostro arrivo.
L'inizio dei lavori: un volontario di Sumud e uno di Nashet spazzano via i calcinacci.
Lavori in corso: tracce nel muro per l'impianto elettrico.
I nostri volontari si prendono una pausa dal lavoro.
La tavola rotonda sui diritti dei profughi palestinesi in Libano.
Una veduta panoramica di Ein el-Hilweh; sullo sfondo la discarica di Sidone.
I lavori continuano: due volontari stanno lavorando all'ingresso dell'edificio.
L'incontro con i rappresentanti del Comitato Popolare del Campo.
La commemorazione di Abu Ali Mustafa di fronte al Monumento ai Martiri nel cimitaro del Campo.
Nel poco tempo libero, una partitella a calcio fra i volontari di Sumud e quelli di Nashet.
Il nostro incontro con i rappresentati dell'F.P.L.P. nella loro sede.
Il nostro incontro con i rappresentanti di Jihad Islamica nell'edificio in ristrutturazione.
Quello che rimane del castello di Beaufort.
La strutura finalmente terminata poco prima dell'inaugurazione ufficiale.
Un momento dell'incontro col Partito Democratico Popolare libanese.
Al nostro arrivo, pranzo sulla riva del fiume.
Lavori in corso: due ragazzi preparano le finestre per ridipingerle.
Collaborazione tra volontari palestinesi ed europei.
La nostra visita alle tombe dei martiri all'interno del Campo.
Partita notturna di biliardino nella città vecchia di Sidone.
A tarda sera, i nostri volontari possono finalmente rilassarsi dopo il duro lavoro giornaliero.
Il mercato principale del Campo, pieno di vita.
La sala operatoria di Al Nidaa, il più grosso ospedale del Campo.
I nostri volontari hanno partecipato con i loro slogan alla manifestazione per la commemorazione di Abu Ali Mustafa.
Vista notturna di Sidone, addobbata per il Ramadan.
L'incontro con il responsabile di Fatah.
Le macerie della prigione di El-Khian.
Il fiume Litani: a destra oltre la pendenza inizia il territorio di Palestina.