Per i prossimi anni, oltre a continuare la collaborazione con gli amici di
Nashet
per portare avanti la
seconda e la terza fase del nostro
progetto a Ein el-Hilweh, al fine di portare a compimento quanto fatto dalla
Brigata di Lavoro 2009,
nostra intenzione provare a realizzare altre Missioni, in alcuni degli altri luoghi del globo in cui i popoli resistono contro l'imperialismo.
Queste sono alcune delle destinazioni delle Missioni di Sumud in programma per i prossimi anni:
nei prossimi mesi ci deidicheremo a definire con i nostri interlocutori i dettagli dei vari progetti a cui lavorare,
allo scopo di identificare quello che ha le maggiori probabilità di riuscita già per l'anno venturo.
Sarà necessario che una nostra piccola delegazione si rechi in loco per preparare il terreno
affinché le prosime Missioni siano un succeso ancora maggiore di quella dell'anno scorso.
Il Sudan è uno dei paesi che sono bersaglio della prepotenza degli Stati Uniti e dell'Unione Europea.
Nel marzo scorso, con l’accusa diffamatoria di essere corresponsabile del “genocidio in Darfur”,
il Tribunale Penale Internazionale ha emesso un mandato di cattura contro il suo legittimo presidente, Omar al-Bashir.
Un atto di arroganza respinto non a caso da tutti i paesi arabi, da tutti i paesi africani, da tutti i paesi del sud del mondo.
Al popolo sudanese e al suo governo hanno espresso la loro piena solidareità tutti i movimenti di Resistenza attivi in varie parti del mondo, a partire da quelli palestinesi.
Sono state le forze democratiche e antimperialiste sudanesi, da noi interpellate, a proporci, come sede di una Missione di volontariato, proprio il Darfur.
La guerra che c’è stata ha devastato l’intera regione, causando sofferenze alla maggioranza della popolazione.
Il governo è impegnato non solo a difendere la fragile pace, ma in una difficile opera di ricostruzione,
villaggio per villaggio, di scuole, presidi ospedalieri, e di ripristino delle infrastrutture indispensabili.
Quest’opera durerà molti anni, e i fratelli sudanesi accettano di buon grado ogni tipo di aiuto e di solidarietà.
Avremmo la possibilità, in cooperazione con alcune associazioni caritatevoli del luogo, non solo islamiche,
e con l’ausilio determinante delle autorità sudanesi preposte alla ricostruzione, di dare il nostro contributo.
Anche dal punto di vista simbolico una nostra Missione avrebbe un grande significato politico.
L’Occidente non ha solo finanziato e armato vari gruppi allo scopo di destabilizzare il paese, ed è quindi primo responsabile della guerra del Darfur;
ha anche inviato sul terreno e finanziato lautamente svariate ONG, tutte o quasi schierate dalla parte dei loro committenti occidentali.
Se fossimo in grado di svolgere la nostra Missione essa sarebbe la prima Missione occidentale fuori dal coro.
Anche per questo i fratelli sudanesi si sono detti entusiasti dela proposta e ci hanno assicurato un forte sostegno per il nostro progetto.
Yarmuk è il più grande campo profughi palestinese in Siria, e si trova alla periferia di Damasco.
Alcuni dirigenti del campo di Yarmuk, venuti a sapere del successo della missione di Sumud a Ein el-Hilweh,
ci hanno chiesto di discutere della possibilità di svolgere una missione da loro.
Essi ci hanno tenuto a sottolineare che le condizioni di vita a Yarmuk sono molto peggiori di quelle di Ein el-Hilweh.
In particolare ci hanno sottoposto l'idea di lavorare alla costruzione di un presidio medico di pronto intervento, la cui mancanza è particolarmente sentita nel campo.