La Brigata 2010 di Sumud è tornata da Ein el-Hilweh
Giovedì 22 luglio è partita da Fiumicino la componente italiana della Brigata 2010 di Sumud.
I volontari italiani sono arivati la mattina del 23 all'aeroporto di Beirut, dove hanno incontrato gli amici di Nashet, insieme ai quali hanno raggiunto Sidone,
e sono quindi entrati nel Campo di Ein El-Hilweh, dove sono stati raggiunti il 24 dai volontari provenienti da Austria e Germania.
La Brigata è ritornata in Europa venerdì 6 agosto.
Se siete interessati, potete vedere i Resoconti con Foto
inviatici dal Campo di Ein el-Hilweh.
Potete anche dare un'occhiata a tutti i rapporti ed i messaggi inviatici dai nostri volontarisul Blog di Sumud
e vedere tutte le foto scattate dai membri della nostra Brigata nella
Galleria Fotografica di Sumud (le stiamo ancora caricando).
Sumud ritorna a Ein el-Hilweh
Per il prossimo anno, la nostra principale missione consisterà nel continuare la collaborazione con gli amici di
Nashet
per portare avanti la seconda e la terza fase del nostro
progetto a Ein el-Hilweh, al fine di portare a compimento quanto fatto dalla
Brigata di Lavoro 2009.
Si passa alla seconda fase!
Nell’agosto dell’anno scorso una brigata
organizzata da Sumud e composta da una ventina di ragazze e ragazzi europei si è recata nel campo profughi palestinese di Ein el-Hilwek, nel libano meridionale.
Eravamo ospiti, invitati dall'associazione Nashet,
formata da giovani palestìnesi e libanesi.
Questo campo rappresenta un simbolo per tutto il popolo palestinese, in quanto è stato sempre sulla prima linea della lotta di liberazione, una roccaforte della resistenza contro Israele.
Non è stata un vacanza, eravamo una brigata di lavoro.
In tre settimane abbiamo restaurato un piccolo e fatiscente edificio, posizionato proprio all’ingresso principale del campo,
che è presidiato, proprio come un campo di concentramento, dalle forse di sicurezza libanesi.
Tre settimane in cui, congiuntamente ai giovani palestinesi di Nashet, l’edificio è stato restaurato e dotato dei servizi essenziali,
affinché possa diventare un centro sociale polifunzionale, un luogo di scambio, di memoria e di impegno civile, un punto d’incontro per tutti i giovani palestinesi del campo profughi:
giovani senza passaporto, reietti, il cui sogno più grande è quello di potere tornare un giorno nella loro terra natia.
Prima di tornare a casa si è tenuta una piccola cerimonia di innaugurazione.
Si festeggiava, in un clima di internazionalistica fratellanza, la conclusione della prima e più faticosa fase del progetto.
C’era orgoglio nei volti di quei giovani. Coi pochi soldi raccolti in Europa da Sumud,
e solo grazie al lavoro volontario e cooperativo della brigata congiunta di lavoro, era stato compiuto una sorta di miracolo.
Ora occorre passare alla seconda fase: dotare il centro delle attrezzature e degli strumenti perché possa finalmente cominciare a funzionare.
Innanzitutto, dobbiamo arredarlo con tavoli, sedie, qualche computer, un server, una buona stampante.
Ci servono anche un paio di videocamere, per potere iniziare a fare un sistematico lavoro di video-inchiesta sulla vita del campo profughi.
Vogliamo che il nostro centro sociale diventi anche un modesto ma efficiente centro multimediale, dando alla gioventù palestinese del campo
il modo per comunicare con un mondo esterno che si disinteressa al dramma dei profughi anche perché la voce di questi ultimi non riesce ad uscire.
Una delle funzioni di questo cento giovanile dovrà essere proprio quella di collegarsi col mondo,
di mostrargli la verità sulla condizione di milioni di profughi palestinesi e del perché essi hanno il sacrosanto diritto al ritorno in Palestina.
Proprio per avviare questa seconda fase una seconda brigata di lavoro si recherà a Ein el-Hilweh la prossima estate.
Dobbiamo comporre questa seconda brigata di lavoro: per questo ci rivolgiamo ai giovani più sensibili e volenterosi, animati da un sincero sentimento di solidarietà con la Resistenza palestinese,
perchè si aggreghino al nucleo che già si è costituito.
Ma questa seconda missione sarebbe vana se non fossimo in grado, prima che parta, di raccogliere i fondi occorrenti all’acquisto degli strumenti e delle attrezzature necessarie.
Quanto prima forniremo un preventivo, la cifra minima indispensabile.
Non vogliamo i soldi sporchi dei governi o delle agenzie “umanitarie” internazionali.
Non vogliamo dipendere da donatori i quali potrebbero un giorno chiederci di diventare come una ONG, e dunque lasciarci a secco a causa della nostra alterità.
I compiti della Brigata di lavoro 2010 di Sumud
22 luglio - 6 agosto
- Ristrutturazione di mobili di seconda mano e/o costruzione di mobili nuovi (sotto la supervisione di artigiani locali)
- realizzazione di un docufilm sulla vita nel campo di Ein el-Hilweh e le attività della brigata (sotto la guida e l'insegnamento di un esperto locale)
- Creazione di una rete informatica e di una sala multimediale
1. Laboratorio cinematografico e documentario “Vogliamo vivere!”
Durante le due settimane, un gruppo di giovani Libanesi e Palestinesi avrà l'opportunità di imparare come realizzare dei corti di un minuto sulla vita quotidiana nel campo e nelle sue vicinanze, utilizzando le videocamere, i computer ed il software di editing video forniti.
La natura mista del gruppo di destinatari sarà d'aiuto per rompere la ghettizzazione del campo, e per ingrandire gli orizzonti della gioventù del campo da un lato e dall'altro accrescere la consapevolezza fra la gioventù libanese di Sidone della vita nel campo che si trova alle porte della loro città.
Un laboratorio parallelo verrà tenuto per i volontari internazionali, il cui scopo sarà quello di produrre un documentario sul progetto di Sumud.
L'insegnante che dirigerà il progetto in loco è la ben nota regista ed attivista politica localeArab Lotfi, che ha già diretto diversi videodocumentari politici e culturali sulla Resistenza e la vita in Palestina, in Libano ed in altri paesi arabi, e che è nota soprattutto per il film "Una breve visita" ("A Short Visit", 1999), un documentario sulla vita quotidiana ad Ein El-Hilewh e nel centro giovanile di Naji Ali.
Caratteristiche dei laboratori cinematografici:
- la durata dei laboratori sarà di almeno una settimana;
- il numero di partecipanti sarà al massimo di 15 persone: se ci saranno più partecipanti, si terranno due laboratori distinti;
- il laboratorio avrà luogo nel Centro Sumud ad Ein El-Hilweh e nel centro dell'Associazione culturale e letteraria di Sidone, con partecipanti di entrambi i centri;
- per i giovani arabi, il laboratorio sarà tenuto in lingua araba, e si provvederà alla traduzione dall'arabo all'inglese per i partecipanti europei, mentre il laboratorio per i volontari europei verrà tenuto in inglese;
- nel giro di alcuni giorni, i partecipanti impareranno a sviluppare idee adatte per i corti, a condensare tali idee in brevi sequenze video, nonchè le tecniche di utilizzo delle videocamere;
- i corti verranno realizzati nel corso del periodo del laboratorio;
- l'ultimo giorno, i filmati di un minuto verranno proiettati nel centro di Ein El-Hilweh, nel corso dell'evento finale della Brigata 2010 di Sumud;
- il video documentario dei volontari internazionali includerà le riprese della cerimonia finale e verrà postprodotto e proiettato nel centro Sumud in seguito; verrà anche proiettato in Europa nel corso di incontri per la raccolta fondi.
2. Ammobiliamento ed equipaggiamento del Centro Sumud di Ein El-Hilweh
Questa parte del progetto è il proseguimento del progetto 2009 di Sumud, e consiste nel rifornire di mobili ed attrezzature l'edificio in cui si è stabilito il centro culturale Sumud al termine della missione della brigata dell'anno scorso.
I volontari internazionali e gli attivisti di Nashet (10-20 persone, che non prenderanno parte attiva al laboratorio cinematografico) avranno il compito di restaurare e sistemare i mobili di seconda mano raccolti od acquistati, con l'aiuto di professionisti locali che guideranno il progetto dal punto di vista tecnico e si faranno carico di definire:
- quali mobili sono necessari, quali devono essere costruiti da zero e quali possono essere restaurati o recuperati, nonchè dove dovranno essere collocati nel centro;
- quali lavori di falegnameria possono essere svolti in sicurezza dai volontari durante la loro permanenza, tenendo conto della loro presumibile mancanza di esperienza;
- il programma dei lavori, suddiviso in fasi.
Il lavoro pratico si svolgerà tutte le mattine (lasciando i pomeriggi liberi per le altre attività del programma), con l'eccezione di un paio di giorni che verranno interamente dedicati alle escursioni.
Vogliamo anche installare nel centro una rete informatica ed una sala multimediale: uno degli scopi di questo centro giovanile è infatti proprio quello di connettere il campo al mondo esterno, al quale occorre mostrare le sofferenze quotidiane di milioni di rifugiati palestinesi e spiegare perchè hanno il sacrosanto diritto di ritornare in Palestina.
Per installare la rete informatica, in aggiunta ad una buona workstation multimediale e polifunzionale (aquistata con i fondi raccolti in Europa), devono essere raccolti da privati od istituzioni almeno 3 o 4 computer usati che possano essere utilizzati come terminali.
In alternativa, si possono usare computer danneggiati e pezzi funzionanti, che verranno riassemblati e sistemati da alcuni volontari.
A causa degli alti prezzi di trasporto, la raccolta e gliacquisti dovranno necessariamente essere svolti in Libano.
3. Programma sociale e politico
Oltre ai laboratori cinematografici ed al lavoro volontario nell'edificio del centro, la Brigata 20120 di Sumud prevede anche una parte sociale e politica.
I partecipanti conosceranno direttamente sul campo la realtà libanese e palestinese.
Verranno visitati luoghi simbolici della lotta di Resistenza e verranno incontrati importanti rappresentanti dei partiti e delle organizzazioni politiche locali.
Escursioni in programma:
- Campo di Sabra e Shatila - E' il più grande campo di rifugiati palestinesi vicino a Beirut, ed è un luogo importante per la Resistenza Palestinese;
il campo è tristemente noto per il massacro commessovi dopo l'invasione israeliana del Libano del 1982, quando circa 3 mila persone vi vennero uccise dalle milizie cristiane fasciste e dall'esercito israeliano.
Il campo include anche il cimitero dei martiri palestinesi, l'unico cimitero inter-confessionale del mondo arabo, dove sono sepolti gli attivisti politici martirizzati, siano essi musulmani, cristiani od ebrei.
- Sidone, Tiro ed il Libano Meridionale - Verranno visitate le due città principali del Libano Meridionale, Sidone e Tiro.
Oltre alla visità di tali città, verrà organizzata un'escursione nella zona di confine meridionale, per visitare il uoghi della vittoriosa guerra del 2006.
- Campo profughi di Nahr El-Bared, che è stato completamente distrutto dall'esercito libanese.
Durante la loro permanenza, i volontari internazionali incontreranno:
- i rappresentanti delle fazioni politiche del campo;
- i rappresentanti delle organizzazioni della Resistenza palestinese e libanese e della società civile del Libano meridionale;
- le autorità locali libanesi;
- i rappresentanti della stampa libanese, nel corso di una apposta conferenza stampa.